Poche sono le cose che a noi fanciulle danno più soddisfazione di un sano e rigenerante shopping. Almeno su questo io e Mery siamo perfettamente in sintonia. E questa volta abbiamo scovato per voi una vera e propria chicca per un insolito shopping milanese.

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Magia delle magie da Green Fingers ci siamo trovate anche d’accordo su quasi tutto quello che era esposto in questo paradiso della botanica.
Impossibile per me non essere attratta da uno sgabello shabby, una pianta con un portavaso fatto con un sacco di juta o meglio ancora se con cestini tempestati di paillettes. Ecco questo potrebbe essere stato l’unico punto di conflitto interno tra me e la mia socia!

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Forse è proprio questo il bello dell’essere così similmente diverse!

Insolito shopping milanese da Green Fingers

Avevo letto dell’apertura del punto vendita anche a Milano del marchio del plant artist giapponese Satoshi Kawamoto: Green Fingers, in via Savona 21.

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Ero troppo curiosa di vedere quali chicche avesse in serbo, dopo Tokyo e New York, per la nostra città.

Da vera appassionata di piante quale sono ho portato anche Mery alla scoperta di questo paradiso della botanica. Definirlo paradiso della botanica è sicuramente riduttivo perché Green Fingers è una boutique dove il verde fa sicuramente da filo conduttore ma dove si trovano anche mobili vintage, piccoli oggetti d’arredo, accessori fino addirittura ad una linea molto minimal di abbigliamento.

Due parole sul plant artist

Kawamoto era già famoso a Milano per l’urban jangle creata appositamente per l’inaugurazione del nuovo flagship store di Woolrich in Corso Venezia. La sua creatività spazia a 360°. Non si limita a creare solo con le piante ma mette sempre in comunione più stili e generi prediligendo ciò che è sempre in evoluzione, non ama la perfezione anzi preferisce “aggiungere imperfezioni ed osare con scenografie selvagge”.
Il suo motto, scritto ovunque nei suoi Green Fingers Market è: “THE GARDEN WAS NO BUILT IN A DAY”.

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Adoro il suo “stile non stile” sempre nuovo e mutevole. Anche io arredo con il verde che rende ogni interno sempre diverso per colore e per forma. E poi adoro la quantità di “piantine del nulla”, nome di fantasia dato a queste piante dalla mia nonna Silva, adatte ad ogni spazio che necessitano veramente di minime cure. Provare per credere!

Da Green Fingers l’effetto sorpresa è nascosto dietro ogni rametto. Ci sono piante dentro a sacchi di juta, sorrette da skateboard e sgabelli, messe in scintillanti cestini ricoperti di paillettes o dentro a vasetti di vetro trasparente come se fossero provette di laboratorio.

Al piano -1 non può mancare l’imponente installazione, elogio alla vita, ovviamente fatta solo di piante!

Se avete trovato interessante questo articolo leggete anche: “La rinascita delle piante grasse”

Un sorriso a tutti … Barbara