Siamo vicini al 25 dicembre e parlare di architettura ed arredi di baite in montagna mi fa sentire decisamente in pieno clima natalizio. In veste ufficiale di architetto sono decisamente più seria del solito quindi, bando alle ciance, parto subito con un articolo che non vi farà riconoscere la mia anima canzonatoria.

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Baite in montagna: consigli architettonici e stilistici da ricordare

Quando si parla di appartamenti o baite in montagna solitamente ci riferiamo ad ambienti piuttosto piccoli, facili da riscaldare e anche più facili da arredare. Basta tenere in mente poche regole fondamentali ed il gioco è fatto.
Vi parlerò in questo articolo degli espedienti che ho usato nella suddivisione interna e nell’arredamento dello Chalet Spritz. Quale nome poteva essere più azzeccato per uno chalet completamente progettato dalla sottoscritta?

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Per aumentare lo spazio quando i metri a disposizione sono pochi è fondamentale suddividere

Meno metri quadri avete a disposizione più dovete suddividere gli spazi per avere ambienti capaci di soddisfare ogni esigenza e ricreare tutti gli angoli di cui avete bisogno.
Nello Chalet Spritz sono partita da una superficie rettangolare di circa 50 metri quadri calpestabili. Decisamente pochi per soddisfare le esigenze di una famiglia di 4 persone che ama invitare amici per aperitivi o cene, che spesso ha ospiti anche per dormire e che ha un nonno sprint che passa gran parte dell’inverno sulle piste da sci.
Ho quindi suddiviso il grande rettangolo in due rettangoli più piccoli.

Disposizione interna

Nella parte confinante con l’unità abitativa adiacente, ho ricavato due camere da letto perfettamente simmetriche separate da una parete attrezzata. Nel blocco parete ho inserito dal lato camere due armadi a muro doppi. Mentre dal lato zona giorno ho collocato una dispensa contenente frigorifero con freezer, forno a microonde e spazi di stoccaggio per utensili e vivande.

Nello spazio risultante dalla divisione originaria, libero su tre lati e prospiciente il giardino, ho invece posizionato la zona living ed i servizi. Nelle baite di montagna gli spazi dove nascondere e riporre sono sempre pochi. Quindi ho creato oltre ad un bagno con una grande doccia anche un piccolo ripostiglio con una lavatrice, una scaffalatura per scarpe e scarponi ed un appendiabiti a giorno per abbigliamento da sci e cappotti degli ospiti.

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Nella zona living si trova la cucina completa anche di forno e lavastoviglie, la zona pranzo con un tavolo per 6 persone (dove all’occorrenza, stringendosi un po’ si riesce a mangiare anche in 8) ed un piccolo salotto. Qua oltre al divano letto, due pouf e la smart TV ho inserito anche una stufa a legna di dimensioni ridotte e di altissima efficenza.

La stufa di design

La stufa Shaker disegnata da Antonio Citterio è stata anche per me una piacevolissima sorpresa. Oltre ad essere un camino di alto design in grado di rispecchiare nella forma anche l’intimità di un focolare domestico ha un’efficenza calorica notevole.
Da sola la stufa riesce a riscaldare tutto lo chalet comprese le camere da letto ed il bagno portando la temperatura interna a toccare anche i 25°-26°C. Il tutto con un consumo di legno veramente esiguo. Questo è il classico esempio di design ed efficienza perfettamente integrati l’uno con l’altra!

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Strutture d’arredo che aumentano la percezione visiva dello spazio

Nell’arredamento delle baite in montagna il legno è il materiale imprescindibile. Nello Chalet Spritz ho utilizzato un abete spazzolato ed asciato. La doppia lavorazione ha permesso al legno di avere una finitura rustica che ben si sposa con il genius loci montano. Ho usato l’abete con doppia lavorazione per rivestire la parete della zona living e creare un controsoffitto dove sono annegati i faretti sopra al bancone cucina che prosegue anche in bagno. Così l’occhio ha la possibilità di percepire un’ampliamento spaziale grazie al proseguimento visivo secondo una stessa direttrice.

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Lo stesso abete, ma con lavorazione singola (solo spazzolatura) quindi meno ruvido, è stato utilizzato per creare il letto matrimoniale, i letti a castello (con terzo letto ospiti) e la scrivania in camera dei bambini. Così come la panca di seduta e lo schienale del tavolo da pranzo.

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Anche la panca di seduta che prosegue sotto il piano di appoggio della cucina, creando una mensola per i vini, fa sì che non si abbiano interruzioni visive e che si percepisca un ipotetico aumento spaziale.
Lo stesso vale per il piano di cristallo del tavolo da pranzo, montato su una gamba in abete, che permette all’occhio di arrivare fino al pavimento.

Per sentirvi coccolati nella vostra baita di montagna è fondamentale l’attenzione al dettaglio

I miei amici lettori sanno che sono piacevolmente ossessionata dai dettagli. Sì per me i dettagli fanno veramente la differenza. E così come la fanno nella moda la fanno anche nell’arredamento.

 

Non basta fare un’eccellente divisione degli spazi se poi ci perdiamo nel dettaglio. Il dettaglio è ciò che l’occhio coglie prima di ogni altra cosa. Dopo il dettaglio si passa alla visione d’insieme ed al sentirsi bene in uno spazio. E’ quindi in un secondo momento che la suddivisione architettonica gioca un ruolo di rilievo e ti fa sentire parte integrante dell’ambiente in cui ti trovi.

Elementi d’arredo studiati ad hoc

Il piano della cucina è artigianale fatto con un unico getto di calcestruzzo, così come lo sgabello polifunzionale usato sia nella cameretta che nella zona living.

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Sempre in getto di calcestruzzo, con impressa la data di costruzione dello Chalet e le iniziali dei nomi dei proprietari (CBSC) è la base della lampada Parentesi.
Ogni altro dettaglio è poi pensato nel minimo particolare.
Ad esempio il pistone idraulico montato sotto al piano della scrivania nella camera dei ragazzi permette di usare lo spazio a seconda dell’utilizzo desiderato. Si studia con la scrivania alzata poi si abbassa il piano e si gioca o si ospitano amici a dormire estraendo dalla base del castello il terzo letto.

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Anche la porta del ripostiglio ha una chiusura disegnata su misura. Il peso in calcestruzzo alla base del sistema di carrucole, che ricordano quelle degli impianti di risalita, permette alla porta di chiudersi da sola. Stratagemma pensato ad hoc per nascondere il “delirio” che nei ripostigli regna sovrano!

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Ottima idea è la “mensola volante” sotto la TV. Vi ricordate l’articolo sulle “Librerie volanti”? Il concetto è lo stesso, in più questa mensola nasconde al suo interno uno spazio dove riporre lettori dvd e router. Ed è chiuso da uno sportello in tessuto attraverso il quale passa il segnale senza necessità di apertura.

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Originale anche l’idea in camera da letto della lampada Ikea montata su un cavalletto da fotografo. E la lampada da 9€, per magia, diventa subito un prezioso oggetto di design!

Nella vostra baita di montagna circondatevi anche di oggetti di design…

Oltre alla stufa Shaker disegnata da Antonio Citterio e prodotta da Skantherm, nello chalet non mancano oggetti di design. Quali appunto l’iconica Parentesi disegnata da Achille Castiglioni e Pio Manzù e prodotta da Flos a partire dal 1971. La Queen titania disegnata da Meda e Rizzato e prodotta da Luceplan. L’wireless speaker Zeppelin Air prodotto da Bowers & Wilkins.

…e da oggetti artigianali  comprati o prodotti allo scopo

Nello Chalet Spritz i decori sono pochi ma sufficienti da rendere l’atmosfera calda ed accogliente così come richiesto alle baite in montagna.
Le grafiche da parete ad esempio prodotte artigianalmente su misura e su richiesta del cliente sono fatte con vecchio legno riciclato, fresato e verniciato.
Così come ELLIOT il cervo, fantastica idea per un regalo natalizio.

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Questi cervi sono iconici e classici per una baita in montagna ma anche minimalisti e di puro design, tanto che si adattano anche a location decisamente più cittadine. Sono fatti in lamelle di mdf, hanno istruzioni di montaggio estremamente semplici e sono imballati in un packaging originale ed attento alle logiche di salvaguardia ambientale. Fra gli elementi fondamentali nelle istruzioni di montaggio spiccano tre calici di vino, sempre utili a qualsiasi scopo!

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Esiste sia la versione Lui che la versione Lei, ottima alternativa ai classici cuscini che si trovano sui letti e perfetti per capire subito la posizione del cornuto!
OPS perdonatemi come al solito mi sono fatta prendere la mano ed ho perso la compostezza degna del mio ruolo nella stesura di questo articolo.

Per avere informazioni sui prezzi e le tempistiche di produzione di Elliot e delle grafiche da parete personalizzate, così come per l’arredamento e la suddivisione delle vostre baite in montagna e non, potete contattare direttamente chaletspritz@gmail.com.

Un sorriso a tutti … Barbara