“Mamma, babbo Natale esiste davvero?” Prima o poi questa domanda arriva e nessuna di noi è mai preparata alla risposta immediata. O almeno noi no! Nonostante le nostre diversità su questo io e Barbara siamo d’accordo: fargli credere fin quando è possibile in questa bella favola che rende il Natale ancora più magico.

 

Mery e Babbo Natale o meglio “Jultomten” come lo conoscono i miei figli

Vengo da una famiglia dove il Natale si cominciava a prepararlo un mese prima. Mia madre e mia nonna cucinavano e preparavano, tutto rigorosamente fatto in casa. Anche mio padre dava il suo tocco in cucina e tra altro era un ottimo cuoco. Oltre a questo si occupava con tanta energia nel farci credere più a lungo possibile a Babbo Natale, chiedendo ai amici di travestirsi al suo posto e una volta aveva persino appesa una maschera di Babbo Natale legata ad un filo, fuori dalla finestra, che muoveva per farlo sembrare vero!

Quindi anche io ho fatto di tutto per portare avanti questa tradizione, aiutata da mio fratello le volte in cui abbiamo festeggiato in Svezia e da mio marito qua a Milano. Infatti da noi i regali arrivano con Babbo Natale che in persona entra in casa oppure rimane sulla porta e porge il grande sacco pieno di regali alla famiglia. Organizzare questo non è semplice e ovviamente man man che crescono la scusa “pappi deve andare a prendere un cosa in macchina o cantina” diventa difficile perché si insospettiscono ma per un bel po’ ce l’abbiamo fatta.

Babbo Natale: quando raccontare la verità ai nostri figli

E arriva il momento..

Direi che fino alla quinta elementare ci hanno creduto tutti e due. Poi c’è sempre qualche compagno che comincia presto a dire che non è vero e quindi ti trovi con la domanda. Io ho sempre sostenuto che esiste tanto è vero che ancora adesso, al mio figlio più piccolo di quasi 11 anni, non ho mai detto la frase “Babbo Natele non esiste“! L’altro giorno parlandone ho continuato ad evitare la domanda ma ho visto che aveva gli occhi lucidi quando mi ha detto: “Mamma, vero che Babbo Natale non esiste? Io lo so che non esiste”. Infatti credo che lui dentro di sé speri che forse forse potrebbe essere che esista. La lettera quest’anno l’ha comunque scritta!

Il mio grande invece ha avuto una reazione molto forte il giorno in cui ho dovuto confessarlo dopo che me lo chiedeva in continuo. Si era arrabbiato tantissimo con me mettendomi il broncio e poi tra le lacrime ha confessato che era stata una notizia davvero terribile! Memore di questo non ha mai spifferato nulla al fratellino. 🙂

Barbara e Babbo Natale: due figli, due diverse verità

Il Natale è magia anche per noi adulti, o almeno per quelli che come me e Mery credono nei sogni anche ad occhi aperti.
Mi ricordo ancora la cocente delusione provata quando un mio maldestro compagno di scuola, in terza elementare, mi svelò che Babbo Natale non esisteva.
Mi sono quindi impegnata affinché miei due cuccioli, Sebastian e Charlotte, credessero il più a lungo possibile in questa magia.

Babbo Natale: quando raccontare la verità ai nostri figli – Sebastian

Il problema però si è creato quando in prima media Sebastian mi ha chiesto con totale sincerità cosa scrivere nella lettera da inviare a Santa. Sono stata assalita dal panico. Ero fiera di me per essere riuscita nel mio intento di rendere reale questa favola magica. Ma ero anche piuttosto angosciata dal fatto che il mio bambino potesse essere schernito a scuola dai suoi compagni, non esattamente degli stinchi di santo, se mai avesse raccontato la sua teoria sull’esistenza di Babbo Natale. Urgeva una soluzione!
Era un po’ di tempo che avevo il terrore che Sebastian credesse ancora veramente nell’esistenza di Babbo Natale. Io e marito avevamo provato a sbolognare la “patata bollente” agli zii e ai cuginetti inglesi chiedendo di svelargli la triste verità. Ma niente da fare nessuno si voleva prendere quest’incombenza, persino il cane Barney si era rifiutato!

babbonatale-quando-raccontare-la-verita-ai-nostri-figli-cane-barney

E alla fine si sa come va a finire. La mamma è la mamma: nel bene e nel male tocca sempre a noi sbrogliare la matassa.
Così un bel giorno a pranzo da soli quando Sebastian mi ha chiesto per l’ennesima volta cosa chiedere a Babbo Natale l’ho guardato dritto negli occhi e con una freddezza innaturale gli ho fatto io una domanda. “Ma secondo te chi è Babbo Natale?” Lui poverino si è trovato indubbiamente spiazzato. Da me aveva solo sentito raccontare storie fantastiche su questo mondo magico fatto di Elfi e renne volanti. Ovviamente si immaginava che ci fosse un fondo di finzione ma ci ha voluto credere fino in fondo, fino a quando la paura di sua mamma ha preso il sopravvento e pouf… la magia è finita in un lampo!

babbonatale-quando-raccontare-la-verita-ai-nostri-figli-ragali-follonica

Babbo Natale: quando raccontare la verità ai nostri figli – Charlotte

La mia secondogenita è una tipa completamente diversa, del resto è femmina!
Lei è in 5° elementare, quindi secondo la mia personale deadline ha diritto ancora per un anno a credere nella magia del Natale. Ma in realtà conosce già bene la verità.
In primis una delle sue maestre in 3° elementare ha spifferato a tutta la classe che Babbo Natale non esisteva. Cosa sulla quale ero pronta a reclamare in maniera forte se non fosse che con stratagemmi e racconti fatti con estrema convinzione sono riuscita a far capitolare mia figlia. Alla fine siamo convenute sul fatto che la sua maestra, da bambina, forse non fosse così buona e che Babbo Natale avesse smesso per quel motivo di portarle i regali. Del resto si era meritata di non essere dipinta in maniera del tutto rosea!

Lo scorso anno invece ci ho messo del mio.
Abbiamo trascorso in Natale in montagna. La casa, veramente piccola (leggi l’articolo “Baite in montagna”), non mi ha lasciato molte opzioni per nascondere i regali, o sotto il letto o infrattati in altrettanto piccoli armadi.

babbonatale-quando-raccontare-la-verita-ai-nostri-figli-ragali-montagna

Una mattina mio marito ha indossato, chissà perché, una maglietta sotto la quale avevo nascosto a modino la “Fabbrica dei profumi”. Charlotte non ci ha messo molto a scoprire l’esistenza, nel mio armadio, di uno dei regali che le avrebbe dovuto portare Babbo Natale. Le ho raccontato, ridacchiando sotto i baffi, che il regalo lo aveva mandato il nonno dalla Toscana ma non so quanto sia riuscita ad essere convincente. Tanto più che pochi giorni dopo ha trovato altri pacchi nascosti sotto il letto ai quali ho dovuto cambiare carta regalo per sviare i sospetti… insomma un lavoraccio!

Quest’anno però, nonostante tutto, tra mille domande, dubbi e perplessità la letterina l’ha scritta ancora… WOW! Che la magia continui!